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Blog | Imu e tasi : ultime news dalla legge di stabilità

IMU: la tassa sugli immobili introdotta dal Governo Monti nel decreto Salva Italia torna ad applicare imposte sulle abitazioni, sia private sia ad uso commerciale, dopo l’abolizione dell’ICI ad opera del precedente Governo guidato da Berlusconi. L’imposta sugli immobili interessa non solo quelli destinati ad uso domestico (abitazioni) ma anche quelli ad uso commerciale (capannoni, negozi ed altre strutture), nonché i terreni. La principale novità dell’IMU rispetto alla vecchia ICI è l’obbligo di pagamento anche per gli immobili religiosi non utilizzati principalmente per il culto, stessa sorte toccata agli immobili intestati ad associazioni ed enti no-profit, prima esentati dalla tassa sulla casa. Dopo l’abolizione dell’IMU prima casa, le aliquote dell’Imposta Municipale Unica sulle altre proprietà sono stabilite di anno in anno da apposita delibera comunale, rispettando determinati criteri nazionali (es.: maggiorazione IMU-TASI non superiore allo 0,8%), risultando quindi variabili a discrezione delle singole Amministrazioni Comunali che incassano gli introiti. Sono inoltre previste detrazioni ed esenzioni in presenza di condizioni particolari. Scopri tutti i dettagli sulla nuova IMU su PMI.

La IUC (Imposta Unica Comunale) è quella imposizione fiscale che si costituisce di tre singole parti: IMU (Imposta Municipale Unica), TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili) e TARI (Tassa sui Rifiuti). Mentre l’IMU è un’imposta di natura patrimoniale – cioè legata al possesso di un immobile, non al contribuente in sé – le altre due sono legate non solo al possesso di un immobile ma al suo utilizzo. Tale tassazione è regolamentata a grandi linee a livello nazionale (aggiornata in ultimo con la Legge di Stabilità 2016) e poi operativamente dai singoli comuni che possono delineare le aliquote e le detrazioni di riferimento.

=> TASI-IMU pertinenze accatastate con la prima casa

Per rispondere al caso specifico, con le ultime leggi di stabilità si è regolamentata un’esenzione IMU e TASI per coloro che posseggono un immobile adibito a prima casa e le pertinenze ad esso legate.

Per questo, si può ritenere corretto il pagamento della tassa per una pertinenza (immobile in categoria C) che non sia legata all’immobile ad uso abitativo adibito a prima casa (cioè dove è stata eletta residenza dal contribuente). Per essere più chiari, non deve pagare la tassa perché non è proprietario di una casa ma perché quell’immobile in categoria C non è stato dichiarato pertinenza prima casa, che poi è condizione per l’esenzione.

Imu e tasi 2017 : ultime news dalla legge di stabilità 2017

La legge di stabilità per il 2017, prevede all’interno della bozza novità in merito al pagamento dell’Imu e della Tasi.

Il testo alla camera infatti, prevede lo stop all’aumento delle aliquote Imu e Tasi per il prossimo anno. Quindi anche per il 2017 non dovrebbero esserci aumenti e sarà inoltre data facoltà ai sindaci di ridurre le aliquote, ma non potranno aumentarle. Un respiro di sollievo per tutti i contribuenti.

Infatti, come possiamo leggere in un estratto della legge di stabilità 2017, l’articolo 11 prevede:

  • modifica dell’articolo 1 della Legge 28 dicembre 2015,n. 208dove verranno apportate le seguenti modifiche:
    • comma 26 le parole “per l’anno 2016” sono sostituite dalle seguenti: “per gli anni 2016 e 2017”;
    • comma 28 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Per l’anno 2017 i comuni che hanno deliberato ai sensi del periodo precedente possono continuare a mantenere con espressa deliberazione del consiglio comunale la stessa maggiorazione confermata per l’anno 2016”.

Da qui ne possiamo desumere che il primo comma si riferisce all’imposta municipale IMU, per tanto il blocco dell’aumento delle aliquote previsto per il 2016 sarà esteso anche al 2017.

Tutti i sindaci d’Italia, non possono per tanto aumentare le aliquote, ma possono solo confermarle se non addirittura ridurle.

Il secondo comma invece si riferisce all’imposta sui servizi indivisibili ovvero la tasi rispetto alla quale tutti i sindaci d’Italia, non potranno aumentarla, al massimo potranno solo confermare la maggiorazione dello 0,8%, come è già successo per il 2016.

Tutti i comuni che vorranno mantenere tale aumento, dovranno emanare apposita delibera di conferma, altrimenti si applicheranno le aliquote previste per il 2015 senza la maggiorazione anche per il 2017.

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